1) I contributi proposti per la pubblicazione devono essere inviati alla Direzione (utilizzando l’indirizzo direzionesileno@hotmail.com) in formato PDF e Word, entro il 30 giugno di ogni anno (è possibile inviarli anche oltre tale termine, ma in tal caso non si garantisce la pubblicazione entro l’anno in corso). Per i testi greci si richiede espressamente l’uso di un font con codifica Unicode (per i testi di tradizione papiracea con molti segni diacritici sono raccomandati IFAO Grec Unicode e IFAO Grec Exposant, scaricabili liberamente dal sito IFAO o disponibili su richiesta presso la redazione). In calce al contributo occorre aggiungere il nome dell’autore e l’indirizzo e-mail (si raccomanda di fornire un indirizzo attivo e funzionante almeno per i successivi due anni) e, per gli articoli, un breve sommario in latino, in italiano e in inglese.
2) Si userà il corsivo nei seguenti casi:
a) brani di testo latino di autore antico (poesia e prosa) o moderno (poesia; per la prosa vedi sotto);
b) titoli di opere antiche e moderne (ivi comprese le voci di enciclopedie e dizionari), sia per esteso che abbreviati, e delle loro sezioni e capitoli;
c) sigle di opere di frequente consultazione o sillogi, ad es. LSJ, RE, ThlL, FGrHist, PMG ecc.;
d) parole ed espressioni in lingue diverse dall’italiano (a eccezione di quelle di uso comune), ad es. Weltanschauung, Realpolitik, agudeza, grandeur, self-referentiality, constitutio textus ecc.
e) denominazioni di codici e papiri, sia per esteso che abbreviate (per le sigle si userà invece il grassetto), ad es.: V, Vat. Gr. o Vaticanus Graecus xxx; P.Oxy. 2245.
f) sommari finali.
Per evidenziare parole o espressioni contenute all’interno di un testo in corsivo si userà il tondo, ad esempio: G. Basta Donzelli, Studio sull’Elettra di Euripide, Catania 1978; hoc commentario de Octavia Senecae nomine tradita disseritur, ecc.
I nomi degli autori vanno scritti normalmente, senza maiuscoletti. Se fanno parte del titolo vanno scritti anch’essi in corsivo (es. Aeschyli tragoediae, ed. M.L. West, Stuttgart 1998; U. v. Wilamowitz-Moellendorff, Euripides. Herakles, Berlin 18952).
3) Nei testi greci si può scegliere se distinguere σ e ς o usare sempre il sigma lunato (c); parimenti, in quelli latini si può adottare U/u e V/v o generalizzare V per le maiuscole e u per le minuscole. In linea di massima si consiglia di riprodurre la grafia dell’edizione critica da cui si cita.
4) Si useranno di norma le virgolette ‘a caporale’ (« ») per le citazioni da opere moderne (comprese quelle in prosa latina) e le traduzioni incorporate nel testo, anche di singole parole; le virgolette inglesi doppie (“ ”) per le citazioni contenute dentro altre citazioni e per i nomi di istituzioni, collane e simm. (ad es. Università degli studi di Napoli “Federico II”; Fondazione “Lorenzo Valla”, ecc.); le virgolette semplici (‘ ’) per sottolineare l’uso di un termine o di un’espressione in un’accezione particolare.
Le citazioni di testi antichi e moderni di una certa estensione (in linea di massima, oltre le due righe) e le eventuali traduzioni vanno scritte in corpo minore, senza virgolette e rientrate rispetto al testo principale.
Se si riportano brani poetici nel corpo del testo o in nota scrivendo i versi di seguito anziché in colonna, questi vanno separati con una sbarretta (/).
5) Per le citazioni di autori antichi si adotteranno in linea di massima le abbreviazioni di LSJ e ThlL; saranno tuttavia ammesse deroghe, soprattutto laddove l’osservanza stretta di tali regole dovesse nuocere alla chiarezza (ad es. si potrà scrivere Aesch. e non A., Xen. e non X., etc.). Si indicheranno con numeri romani (non seguiti da virgola) i libri, mentre i singoli componimenti compresi in corpora, i capitoli e i paragrafi (per la prosa) e i versi (per la poesia) saranno indicati in numeri arabi (si raccomanda di lasciare uno spazio dopo la virgola). I numeri consecutivi vanno indicati per intero, senza abbreviazioni (es. 250-251, non 250-51 o 250-1):
Hom. Il. IX 120-140 (per le serie di citazioni dalla stessa opera o sezione: IX 60. 61. 104; XI 24. 26 ecc.)
Archil. fr. 2, 1 W. (oppure: 2, 1 West)
Pind. Ol. 2, 10 (2, 10-11. 40; 4, 7; 5, 23. 25 ecc.)
Cratin. fr. 34, 2 K.-A. (oppure: 34, 2 Kassel-Austin)
Arist. Po. 1449a, 20 ss.
Diosc. AP VII 37, 4
Sen. ep. XX 119, 1
6) I nomi di autori moderni si scriveranno sempre con l’iniziale abbreviata (tranne che nell’intestazione delle recensioni: vedi oltre). Nel caso di nomi doppi o tripli non va posto spazio tra le iniziali (es. A.S.F. Gow, N.G.L. Hammond, ecc.). Ugualmente, si scriveranno senza spazio i cognomi doppi separati da un trattino (es. H. Lloyd-Jones, U. von Wilamowitz-Moellendorff). Invece si userà il trattino lungo (–) preceduto e seguito da uno spazio per separare i nomi di autori o curatori vari di una stessa opera (es. H. Liddell – R. Scott – H. Stuart Jones – R. McKenzie) e i luoghi di edizione (es. Berlin – New York).
7) Le indicazioni bibliografiche saranno fornite in forma completa nelle note a piè di pagina la prima volta che un testo viene citato, secondo questi schemi:
Omero, Odissea, vol. III (libri IX-XII), introduzione, testo e commento a cura di A. Heubeck. Traduzione di G.A. Privitera, Milano 1988
Euripides, Herakles, erklärt von U. v. Wilamowitz-Moellendorff, Berlin 18952 (oppure: U. v. Wilamowitz-Moellendorff, Euripides. Herakles, Berlin 18952)
Q. Horatii Flacci Carmina. Liber IV, commento di P. Fedeli – I. Ciccarelli, Firenze 2008
S. Mazzarino, Il pensiero storico classico, Bari 1966, I 10-12
S. Radt, Strabons Geographika 4, Buch XIV-XVII. Text und Übersetzung, Göttingen 2005
C. Gallavotti, Il manifesto di Asoka nell’Afghanistan, «RCCM» 1, 1959, 113-126
O. Hense, Ioannes Stobaios, in RE IX/2, 1916, 2549-2586
R. Palla, Quello che avremmo dovuto sapere sull’edizione Aldina dei Carmi di Gregorio Nazianzeno, in La poesia tardoantica e medievale. Atti del I Convegno Internazionale di Studi, Macerata, 4-5 maggio 1998, a cura di M. Salvadore, Alessandria 2001, 249-260
Quando si citano per la prima volta i contributi inclusi in altre opere (articoli di riviste, contributi in volume, voci di enciclopedie ecc.), se occorre fare riferimento a una o più pagine specifiche, l’indicazione sarà posta dopo il numero di pagine totale e preceduta da due punti o da abbreviazioni come spec., in part.:
O. Hense, Ioannes Stobaios, in RE IX/2, 1916, coll. 2549-2586: 2580
C. Gallavotti, Il manifesto di Asoka nell’Afghanistan, «RCCM» 1, 1959, 113-126, in part. 120.
Le volte successive si indicherà in nota solo il cognome dell’autore, seguito da op. cit. (oppure art. cit., o semplicemente cit.) e dal numero di pagina o pagine (senza abbreviazioni: vedi sopra); di norma quest’ultimo non sarà preceduto da p./pp., salvo che lo richieda la formulazione della frase (ad es.: «si vedano in particolare le pp. 3-4») o in casi particolari come l’indicazione dei capitoli di un volume all’interno di una recensione. Se l’articolo è molto lungo e le indicazioni bibliografiche sono numerose può essere opportuno porre tra parentesi un rimando alla nota in cui l’opera è citata per la prima volta per esteso. Se di uno stesso autore si citano più opere, si indicheranno la prima o le prime parole del titolo (eventualmente in forma abbreviata):
Wilamowitz, Sappho, cit., 80 oppure Wilamowitz, Hell. Dicht., cit., 15
Se due o più opere diverse dello stesso autore/-trice sono citate di seguito, dalla seconda in poi il nome dell’autore sarà sostituito da Id./Ead.:
U. v. Wilamowitz-Moellendorff, Sappho und Simonides, Berlin 1913, 40; Id., Aischylos. Interpretationen, Berlin 1914, 41-50.
È consentito anche l’uso delle abbreviazioni s./ss. (seguente/i; per gli articoli in lingua inglese, f./ff.), separate mediante uno spazio dal numero che precede: 25 s., 30 ss.
I titoli dei periodici, indicati con le sigle in uso nell’«Année Philologique», saranno posti tra virgolette ‘a caporale’ (« »); le annate e i fascicoli vanno indicati coi numeri arabi, ad es. «RFIC» 126/3, 1998, 259-267.
I rimandi di nota vanno posti sempre prima dei segni d’interpunzione.
8) Nell’intestazione delle recensioni bisognerà indicare, nell’ordine, i seguenti dati: nome e cognome dell’autore (per esteso; si può abbreviare l’eventuale secondo nome), titolo del volume ed eventuale sottotitolo (in corsivo), eventuale collana o serie (tra virgolette curve “”), casa editrice, luogo e data di edizione, numero di pagine. Per i volumi che rientrano nelle seguenti categorie:
– edizioni di testi, con o senza traduzione e commento;
– traduzioni commentate;
– miscellanee;
– atti di congressi;
va aggiunto il nome per esteso del curatore o dei curatori dopo il titolo. Esempi:
Valeria Turra, Ermeneutica del riconoscimento. Fondazione filologica di un concetto, “Filosofie” 605, Mimesis Edizioni, Milano-Udine, 2018, pp. 474.
Martin J. Cropp, Minor Greek Tragedians, Volume 1: The Fifth Century: Fragments from the Tragedies with Selected Testimonia, “Aris & Phillips classical texts”, Liverpool University Press, Liverpool 2019, pp. xxiv + 272.
Gregorio Nazianzeno. Tra autobiografia e teologia [carm. II,1,68. II,1,30]. Introduzione, testo critico, traduzione e commento di Antonella Conte. Appendici a cura di Antonella Conte e Emiliano Fiori, “Poeti Cristiani” 9, Edizioni ETS, Pisa 2019, pp. 258.
L’esegeta appassionato. Studi in onore di Crescenzo Formicola, a cura di Olga Cirillo e Mario Lentano, “Mimesis/Filosofie”, 624, Mimesis Edizioni, Milano – Udine 2019, pp. 312.
9) Per le abbreviazioni di uso comune (ad es.: cfr., ed., op. cit., ecc.) si lascia agli autori libertà di scelta, purché adottino sempre la stessa forma. Tali abbreviazioni vanno sempre in tondo.
10) I contributi non conformi alle suddette norme saranno rimandati agli autori con la richiesta di adeguarli.
11) I collaboratori riceveranno solo le prime bozze (la seconda revisione sarà curata dalla redazione). Ogni variazione apportata rispetto al testo originale sarà loro addebitata. Le bozze dovranno essere corrette direttamente sul file PDF tramite la funzione ‘nota’ (o, in alternativa, sul cartaceo) e restituite entro dieci giorni alla Casa editrice. Trascorsi i dieci giorni, la Casa editrice pubblicherà il contributo basandosi solo sulle correzioni della redazione della rivista. Dopo la pubblicazione gli autori riceveranno gratuitamente un estratto del loro contributo in formato PDF.